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Il Film

IL VENTO FA IL SUO GIRO

di Giorgio Diritti

con S.: Fredo Valla; Sc.: G. Diritti, F. Valla; F.: Roberto Cimatti; Int.: Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti
Prod.: Arancia Film; I, 2006, 110’

IL VENTO FA IL SUO GIRO

Sinossi:
Chersogno è un paesino sulle Alpi Occitane italiane abitato ormai solo da persone anziane che sopravvivono grazie ad un po' di turismo estivo. Una ventata di novità arriva quando un ex professore francese vi si trasferisce con la sua famiglia alla ricerca di un modo di vita più vicino alla natura. L'uomo si trasforma in pastore e inizia un'attività casearia. I nuovi arrivati e la loro impresa risvegliano negli abitanti sentimenti contrastanti. L'integrazione è difficile e il rapporto con la 'diversità' diventa il cardine della narrazione in cui affiora la sensazione per cui, come dice uno dei personaggi: "Le cose sono come il vento, prima o poi ritornano."



Critiche
Fanno fatica a crederci anche loro: Giorgio Diritti, che il suo film di debutto lo ha girato e autoprodotto, e Antonio Sancassani, che lo ha letteralmente adottato, mettendolo in programmazione nel suo cinema d'essai e non smontandolo più. E sabato prossimo festeggeranno insieme, al Mexico di Milano, il primo anno in sala de Il vento fa il suo giro. Un caso cinematografico, un piccolo miracolo frutto di un passaparola che ha svicolato le dure leggi del mercato secondo cui se un film non sfonda al primo weekend di programmazione, difficilmente reggerà fino al secondo. Invece il film di Diritti - costruito intorno alla figura di un ex professore francese, che vuole reinventarsi pastore in un borgo spopolato, dove i figli dei vecchi abitanti tornano per il weekend-, ha una storia che sembra una sceneggiatura. Tutto è cominciato grazie a un amico occitano, racconta il regista, già allievo di Ermanno Olmi e collaboratore di Franco Piavoli: «Frodo Valla mi aveva parlato della Val Maira, bellissima, integra, che ha subito come altre un progressivo spopolamento. Mi ci ha portato e li è nata l'idea del film che abbiamo scritto insieme, sul tema del rapporto tra cultura e identità diverse. Interamente autoprodotto con l'Aranciafilm e Imago Orbis, il film non sarebbe stato realizzato senza la partecipazione diretta della troupe e l'aiuto delle persone della Val Maira». Praticamente, volontariato. Nessun sostegno pubblico. Girato in undici settimane in digitale, poi portato in pellicola, è costato 400 mila euro, che ormai ha recuperato grazie ai 100 mila spettatori. «Ovvero», commenta Diritti, «un rapporto copia/incasso fantastico: 40 mila euro». Le copie stampate erano solo sei, poi diventate dieci grazie a chi ci ha creduto come, tra gli altri, la Cineteca di Bologna e la Film Commission Piemonte. Girato nel 2005, ha rischiato di rimanere nella "riserva indiana" dei film da festival (Londra, Roma,Vancouver, Nizza: collezionando premi). In sala è arrivato praticamente portato di peso dal suo autore. È qui che entra in scena Sancassani, esercente con lo spirito del vecchio libraio, che lo programma per due settimane, che poi diventano quattro, poi otto, poi 100 giorni, poi 200, nel suo Mexico (celebre a Milano perché da 27 anni ogni venerdì sera proietta Rocky Horrorr Picture Show). Ora arriva la prima candelina con una vera festa di compleanno: ci saranno tutti in via Savona, regista, attori, pubblico e anche "ricchi premi e cotillons" come ogni festa che si rispetti. Poi il film uscirà in dvd e Diritti si darà anima e corpo alla sua opera seconda, dedicata alla strage di Marzabotto. Intanto, al Mexico, il vento gira ancora. Stefania Ulivi, Il Corriere della sera 5/06/08